L'Osteria della Miseria: dicono di noi
Osterie d'Italia
Il piccolo paradiso creato da Guido Iosa se ne sta protetto nel Parco naturale di San Bartolo, al confine tra Romagna e Marche. Nelle due sale spaziose si gode di un'atmosfera rilassata, impreziosita da luci soffuse, note jazz di sottofondo, foto e quadri di artisti poco noti alle pareti. In bella mostra all'ingresso il decalogo dell'oste ad avvertire come qui sia il vino a recitare il ruolo di protagonista: acqua e distillati sono appena tollerati mentre ogni altra bevanda è completamente bandita. La carta, aggiornata di frequente, contiene un numero limitato di proposte - quattro primi, quattro secondi, e, per concludere, una convincente offerta di dolci - e saprà sempre riservare qualche sorpresa. Dopo aver iniziato con uno sformato d'orzo con fonduta di formaggio, involtini di bresaola con mousse di carote e fagottini di crêpe con verdure, si potrà continuare con una tagliata di angus con patate o con un'arista di maiale al forno. Ma fiore all'occhiello del locale sono i salumi scelti dall'oste (salame, lonza, lonzino piatto e prosciutto di montagna tagliato a mano) e i formaggi (con i pecorini a latte crudo, vera passione di Guido, in prima linea), serviti con una piadina vuota oppure con un buon pane. Ampia l'offerta di dolci che spaziano da semifreddi invitanti (al gianduia o al cioccolato con salsa alle fragole) al tortino al rum, dalla crostata con marmellata delle suore trappiste di Vitorchiano alla crème brûlée. Spesso è altresì presente in menù un'accurata selezione di cioccolato. In ogni stagione la serata sarà di estrema piacevolezza: in inverno, riscaldati dalla stufa, d'estate, pizzicati dalla brezza del Parco che dista pochi chilometri dalla riviera.
Voto assegnato: formaggio e bottiglia
Slow Food